
4) La memoria  straordinaria.
    Grande  l'attenzione di Agostino verso l'uomo come entit
spirituale. In questa pagina la memoria  presentata come
strumento essenziale per la conoscenza della Verit

Confessiones, X, 15-16 (vedi manuale pagina 225).

1   Grande  questa potenza della memoria, molto grande essa ,
Dio mio, anzi un santuario ampio e infinito. Chi  mai riuscito a
giungere sino al fondo di essa? Essa  una facolt dell'anima mia
ed  legata alla mia natura, n del resto io stesso riesco a
comprendere interamente ci che sono. L'anima nostra , quindi,
troppo angusta per contenere tutta se stessa; ma allora dove va a
finire quella parte di s che non riesce a contenere? Forse che
questa parte  fuori di essa e non dentro di essa? Ma come,
dunque, non contiene una parte? Su questa considerazione mi
sopravviene una grande meraviglia, e un grande stupore mi coglie.
2   Eccoli gli uomini che vanno ad ammirare le sommit dei monti e
gli enormi flutti del mare, e le correnti larghissime dei fiumi, e
il circuito dell'Oceano, e le rivoluzioni degli astri, ma
trascurano se stessi, e non riflettono con meraviglia che, mentre
io parlavo di tutte queste cose, non le vedevo sotto i miei occhi,
eppure non le potrei descrivere, se i monti e i flutti e i fiumi e
le stelle, che io ho visto, e l'Oceano, che conosco per sentito
dire, se tutte queste cose non le vedessi dentro nella mia
memoria, in spazi cos grandiosi come se le vedessi al naturale,
al di fuori di me. N certamente queste cose, nel vederle, io le
ho assorbite dentro di me, quando le vidi con i miei occhi, n
esse sono dentro di me, ma soltanto le immagini di esse, e intendo
di esse attraverso qual senso del corpo me ne  rimasto impresso
qualche cosa.
3   Ma non soltanto le immagini di oggetti reali porta dentro di
s questa immensa capacit della mia memoria.
4   Col si trovano anche tutte le nozioni che riguardano le
dottrine liberali, quelle che ancora non si sono obliterate, come
messe l da parte, in luogo ancora pi interno, che non  un
luogo; n io manipolo immagini di esse, ma reali conoscenze.
5   Infatti che cosa voglia dire letteratura, che cosa arte del
disputare, quanti i generi delle questioni, quanto di tutte queste
cose io so  nella mia memoria, non certo nel senso che io ne
abbia dentro l'immagine, lasciando fuori la cosa nella sua
sostanza; o non che si esprima in un suono e poi passi oltre, come
si pu dire di una voce, che, attraverso le orecchie, fissa di s
solo una traccia, grazie alla quale si pu ridestare in noi, come
se ancora risuonasse, anche se pi non risuona. O come di un
odore, che mentre passa e si dissipa, allo spirar del vento,
sensibilizza l'olfatto, e questo ne fa trapassare un'immagine
nella memoria, che noi rinnoviamo con la reminiscenza; o come di
un cibo, che certamente non ha pi sapore, giunto che sia nel
ventre, e tuttavia, nella memoria, riacquista quasi un certo
sapore; o come di un qualche oggetto di cui si ha sentore, quando
si tocca con il corpo, e ancora attraverso la memoria si rinnova
nell'immagine anche quando da noi  staccato.
6   Non certo queste sostanze reali vengono immesse sin dentro
alla memoria, ma solo immagini di esse sono colte con mirabile
immediatezza e riposte come in celle non meno mirabili, e in modo
altrettanto mirabile ne vengono tratte fuori nel ricordo


(Agostino, Le confessioni, Zanichelli, Bologna, 1968, pagine 609-
613).

